Da ieri ilmercatone.com non è più visibile in quanto oscurato, da ora pare essere attivo come bakeka incontri sexy qui: http://www.ilmercatone.org
La censura avanza? Staremo a vedere… www.trovaincontri.com
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Lo staff di PentoleOnline organizza il primo corso gratuito, e fino ad esaurimento posti, sull’utilizzo di pentole, casseruole e strumenti di cottura, tenuto da Francesco de Francesco, cuoco della scuola di cucina maisazi.com. Approfittatene subito, la partecipazione è assolutamente gratuita e tra tutti i partecipanti sarà estratta a sorte una splendida pentola a sorpresa.
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Tags: corso gratuito, pentoleonline, uso delle pentole
Enorme è oramai la quantità di club che, tramite la rete, offrono la possibilità di conoscere persone della propria zona di residenza e non solo.
Le prime “chat” (luoghi di discussione via internet) hanno fatto sicuramente da apripista per un nuovo modo di conoscersi.
Si può immaginare che qualcuno, nei primi anni del nuovo servizio offerto dal web, abbia fatto l’esperienza di un incontro al buio (”blind date“). E’ ovvio, però, che tale pratica era sporadica.
Infatti, se lo scambio di due chiacchiere on line in modo spensierato non ha portato (in parte) clamore, molto ne ha portato la prosecuzione della conoscenza facendo incontri di persona. La società, soprattutto quella italiana, sta accettando con molta lentezza questo modo di approcciare l’altro.
La norma sociale regolatrice dei rapporti tra persone, per secoli, è stata quella della conoscenza per centri concentrici. Ciò significa che l’approccio primario è sempre stato quello con i propri familiari e parenti; a mano a mano l’orizzonte si espandeva alle persone che abitavano stabilmente vicino la propria casa, e che pertanto potevano essere ben conosciute; le ulteriori occasioni di incontro normalmente erano presentazioni effettuate da persone già conosciute, le quali si facevano in qualche modo “garanti” (o si premuravano di “mettere in guardia” su aspetti particolari).
E’ facile intuire, quindi, come un cambiamento come quello delle chat porti asimmetria nel tessuto sociale, che si va sfibrando e aumenta la propria vulnerabilità.
Se prima le persone di cui ci fidavamo maggiormente erano i nostri vicini di casa, ora potrebbero essere persone lontane centinaia di chilometri. Persone che però, magari, abbiamo idealizzato e modellato secondo una nostra visione, o sulle quali abbiamo proiettato le nostre aspettative, come per i personaggi buoni delle favole.
Con queste persone il rapporto è meno “impegnativo”, perché verso di esse abbiamo minori doveri di solidarietà immediata, e perché un rapporto lontano si può troncare facilmente; specularmente, però, si tratta di persone da cui non possiamo attenderci un pronto sostegno nel momento del bisogno.
La chat ha preso piede grazie alle nuove generazioni, alla loro disponibilità verso le novità, alla loro curiosità (che la prudenza degli adulti può frenare con maggiore difficoltà quando entrano in gioco gli strumenti informatici). Queste generazioni hanno nuove opportunità di conoscenza: sapere quale idea possa avere, su un tale argomento, una persona residente in un altro stato o nazione; sapere quali esperienze quella stessa persona stia vivendo in un determinato momento.
I club di incontri (soprattutto per la ricerca dell’ “anima gemella”), naturale evoluzione delle chat, affondano le radici e il loro successo sulla vulnerabilità del tessuto sociale. E, in parte, sulla vulnerabilità personale.
Infatti, è da tenere in conto la difficoltà di alcune persone nell’approcciarsi all’altro, soprattutto nel campo dei sentimenti. La vita sociale negli ambienti di studio e di lavoro, nei quartieri, nei parchi, nei pub, nelle discoteche, si fa sempre più difficile e pesante. Cresce la diversità sociale, che può diventare occasione di arricchimento, ma anche far perdere valori condivisi e generare aggressività e insicurezze. Aumenta una sottile diffidenza verso l’altro, soprattutto se diverso nel colore e nella lingua. Approcciarsi all’altro diventa difficile, quasi, anche per chi non ha problemi di timidezza.
I vari siti di incontri ci danno la possibilità di un terreno sterilizzato da pregiudizi, facendo ricerche mirate di persone con le quali si possa essere in sintonia; inoltre, ci danno la possibilità di rimanere, in parte, nell’ombra fino a quando non si ha la percezione di potersi fidare e quindi svelarsi completamente.
Ciò ci fa sentire al sicuro, ma pone anche problemi.
In che misura gli ostacoli che aggiriamo sono ostacoli oggettivi (i pregiudizî e l’aggressività altrui) e in che misura sono ostacoli interni, psicologici, frutto di una nostra debolezza che rinunciamo ad affrontare?
In che misura un rapporto forte, umanamente appagante, può nascere sulle basi di una verità parziale (una mezza verità è anche una mezza bugia…), solo progressivamente disvelata?
Non si può escludere, però, che una certa diffidenza verso queste forme d’incontro possa derivare non dalla consapevolezza dei problemi, da una sensata prudenza, bensì da un’esagerata diffidenza verso ogni novità; o da una forma di snobismo, come se questa fosse una pratica intrapresa solamente da persone “sfigate” (passatemi gentilmente il termine), che per problemi, fisici, mentali o intellettuali non hanno nessun’altra possibilità di approcciarsi ad un possibile partner
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TRANSGENDER - una definizione http://www.etera.it
Per comprendere il senso preciso di “transgender” (TG) bisogna innazitutto definire cosa significa “gender”, concetto in Europa a lungo sconosciuto e spesso erroneamente sostituito dal termine “sex” considerato sinonimo, a causa di una difficile traduzione del termine stesso. Rimandiamo quindi alla voce “gender” di Liana Borghi in questo stesso volume.
Il transgender nasce in realta’ non da una base teorica, ma da un conflitto sociopolitico concreto, quando il collettivo newyorkese “Queer Nation”, lanciando la pratica dell’ “Outing”, cioe’ del disvelamento pubblico della condizione omosessuale di personaggi famosi del mondo della musica, cultura e spettacolo, viene sostanzialmente ripudiato dal movimento gay americano. La Queer Nation quindi, fondendo la propria pratica politica di responsabilizzazione sociale con la consapevolezza del proprio humus appunto queer, cioe’ composto di uomini gay, travestiti e donne transessuali, principalmente di origine latina e afroamericana, e quindi bel lontano dallo status gay bianco middle class, decide di staccarsi completamente dal mondo piu’ propriamente omosessuale, e di ridefinirsi come “Transgender Nation”, dando quindi al gender una valenza, anche politica, molto maggiore che al sex o alla espressione sessuale della propria “queerness”. Ne nasce in breve tempo un’analisi del gender non piu’ in relazione tipicamente femminista al concetto di sex, ma come ridefinizione di un costrutto identitario fluido e multiplanare, ma anche conflittuale coi processi di normazione in atto all’interno delle istanze socio/sessuali minoritarie (gay, lesbiche, travestiti etc.) e come tali presuntamente rivoluzionarie. In breve tempo, e soprattutto grazie a internet (ma in periodo pre WWW), ne nasce un importante dibattito, ad opera inizialmente di un collettivo australiano e del gruppo della TN nel frattempo migrato a San Francisco, che viene rapidamente influenzata dalle letture, o meglio da una nuova consapevolezza delle passate letture dei pensatori francesi, da Sartre a Foucault, ma soprattutto Guattari e Deleuze ed il loro concetto di nomadismo.
L’esperienza della Queer Nation pero’ porta un’irruzione, piuttosto inedita per gli Stati Uniti, del “personale nel politico” che da li’ a poco, nella pratica della Transgender Nation, determinera’ un’analisi verificativa del proprio percorso privato e della propria esperienza di vita come base per definire un approccio piu’ generale di sistemizzazione teorica piuttosto che di teorizzazione pura, spesso non applicabile ne applicata nella concretezza della quotidianita’
Non e’ affatto un caso quindi che una buona parte delle pubbliche menti pensanti transgender (incluse quelle qui citate) abbiano un percorso personale di tipo transessuale, generalmente di tipo MTF (da Maschio a Femmina) e si identifichino tra l’altro come lesbiche, perche’ la propria elaborazione mentale e’ nata da una verifica del lavoro effettuato sul territorio del proprio corpo e della propria conflittualizzazione della percezione del gender, piuttosto che dallo studio e successiva elaborazione delle teorie preesistenti.
Allo stesso modo le pubbliche menti pensanti FTM (da Femmina a Maschio), come Stephen Whittle o Leslie Feinberg, tg perfino nel modo di porsi (nome femminile, gender maschile, ruolo butch, lesbica in una relazione eterosessuale con una scrittrice femminista), oltre all’evidente lavoro di modificazione del se’ come insieme corpo/mente, hanno un rapporto inscidibile col lesbismo (non solo per il proprio passato e/o per comune appartenza “queer”), e con gli studi femministi.
Queste influenze pero’ vengono vissute semplicemente come tali, oppure come conferme di corrispondenze di piani interpretativi, piuttosto che un bagaglio ideologico-cognitivo iniziale su cui sviluppare una propria teoria.
Questo in parte spiega anche il motivo delle grandi crociate dai toni fondamentalisti prodotte dagli scritti di Mary Daly e soprattutto Janice Raymond, e condotte in ambienti lesbofemministi e separatisti contro il mondo transessuale prima ancora che la scena transgender, che finiva, finisce, finira’ (ancora per poco, crediamo) per assumere forma meramente tribal/difensiva e conservatrice, su basi esclusivamente teoriche e ideologiche, basandosi su motivazioni cromosomiche come lo strutturalismo deterministico di Catherine MacKinnon, essenzialiste, soprattutto il cosiddetto pensiero “della differenza” europeo, e troppo spesso ciecamente oscurantiste. Rifiutandosi in cio’ di verificare una prassi che va ben al di la’ della teoria, e che mostra la pervasivita’ del sentire molteplice, in grado anche di attraversare trasversalmente femminismi e ortodossie militanti di qualunque ambito, mostrando l’esistenza di un’incredibile varieta’ di “altro” in termini di gender, razza, condizioni socioeconomiche, identificazioni spirituali e/o religiose, aspettative e pulsioni desideranti, e del melting pot incrociato di tutto cio’, peraltro gia’ riconosciuto dai queer studies e da alcune importanti pensatrici femministe.
La chiave di volta sta pero’ nel rifiuto del processo generativo degli “ismi”, quello che dalla teorizzazione marxiana porta al marxismo e al successivo utilizzo, nelle masse dei militanti, esclusivamente di slogans talmente semplificanti e decontestualizzati da risultare totalmente irrigidito, anti analitico e in aperta contraddizione con le intenzioni originarie, producendone una incapacita’ di analisi e verifica delle mutazioni in atto, che porta ad un inevitabile evaporazione & fossilizzazione.
Alla base del transgender c’e’ invece una spesso inconscia analisi situazionista della sopravvenuta incapacita’, nel processo di trasformazione sociale “identitario-consumista” (dove le identita’ si identificano nei consumi e sono oggetto di consumo esse stesse), da parte delle forme della politica e dell’ elaborazione teorica tradizionale, di esercitare qualunque tipo di influenza e susseguente cambiamento sociale che non sia meramente minoritario in qualita’ di avanguardia, e quindi merce autoconsumata di gratificazione militante.
Il transgender si va quindi a definire come “non movimento”, ma piuttosto come “sentire fluido” in espansione costante nei tessuti del sociale, proponendo un messaggio fortemente libertario di interpretazione del se che parte dalla verifica della propria non adesione agli stereotipi e ai dettami del controllo sociale sul corpo e le sue forme espressive. Leggibile quindi come sorta di costola della sinistra anarchica che si insinaua e si diffonde nel tutto, evitando ogni indentificazione con le forme e i modi della sinistra istituzionale e radicale, anche femminista. Ma proponendone piuttosto un superamento partendo dal privato, come crescita e consapevolizzazione individuale, che come tale diventa parte integrante di un sentire universale de-ideologizzato ma comunque rivendicato, come gia’ la queer theory, col suo processo di definizione allargata del soggetto antagonista, non solo in termini di scelte e comportamenti sessuali (”siamo tutti frocie”), aveva indicato.
E’ evidente quindi in questo caso l’assenza di leaders, e la grande messa in evidenza invece delle esperienze indivuali, e comunque “comuni”, di riappropriazione e manipolazione del proprio corpo, come base di partenza per una nuova prassi, piuttosto che teoria, di liberazione globale.
Si tenga comunque presente che se transgender spesso finisce per sovrapporsi con “transessuale” per un fatto di radicalizzazione dei patterns personali, non va comunque considerato ne come sinonimo “politicamente corretto” ne come indicatore di persona transessuale “non riconvertita genitalmente” (anche se tale categoria di gender hackers appartiene pienamente ad una prospettiva tg), ma e’ piuttosto la presa di coscienza vissuta direttamente e quindi direttamente rivendicata, dell’insostenibilita’ sociopolitica della fissita’ identitaria, sia su basi biologiche che culturali. Ne risulta pero’ conseguente che una buona parte della sistemizzazione del pensiero tg va in direzione del confitto aperto con le teorie lacaniane e soprattutto il susseguente (anche se non diretto) “trattamento” da parte della classe medica e della psichiatria ma anche psicoterapia (ormai) ufficiale, delle persone transessuali. E nello specifico contro la logica del “percorso di adeguamento” agli stereotipi, ma anche alle forme espressive tipiche, per necessita’ di integrazione sociale, dettato dalla visione binaria del gender, proponendo piuttosto un “adeguamento della societa’ alla comprensione dei meccanismi della libera espressione desiderante del se’”.
Quindi secondo Helena Velena (”Transgender Antimanifesto”) l’identita’ di una persona e’ determinata dall’incrocio “alchemico” di tre piani di variabili: il sex, il gender, e la preferenza sessuale (non “orientamento” proprio per negarne un’origine deterministica ma accettarne invece una possibile mutabilita’). Dimostrando la non binarieta’ di questi tre piani (il sex presenta oltre 60 variabili riconosciute di intersessualita’, il gender e’ cosmicamente infinito nelle sue combinazioni espressive, e la preferenza e’ gia’ per se stessa de-bipolarizzata perfino all’interno di una dinamica etero, mostrando varianti nelle preferenze di ruolo sociale, comportamento sessuale, look, dinamica BDSM etc.) se ne ricava una infinita’ possibile di combinazioni inascrivibile alla fissita’ dei comportamenti di gender definiti come obbligatoriamente corrispondenti al sex biologico, perche’ necessari alla struttura patriarcale e judaico-cristiana. Transgender e’ quindi la consapevolezza della rivoluzionarieta’ dell’autolegittimazione di qualunque risultante, sia di pattern che identitaria, interpretata in chiave di critica situazionista e opposta ali dettami della logica binaria.
Martine Rothblatt nel suo “Apartheid of sex” similmente spiega come le differenze genitali, ormonali, cromosomiche e perfino la fertilita’ non siano caratteristiche sufficenti a giustificare una netta divisione binaria, e invoca una lotta di liberazione del gender parallela a quella contro l’apartheid razziale.
Sandy Stone, fatta oggetto di un violentissimo attacco da parte di Janice Raymond (”The transsexual Empire”), ha invece col suo “The Empire strikes back; a post transsexual manifesto” e vari altri scritti, gettato le basi dei Transgender Studies, dimostrando come tutte le identita’, reali o virtuali, siano recitate in base ai dettami sociali comunicativi, e solo in base a cio’ riconosciute e interpretate. Decostruendo quindi la performativita’ del gender la Stone dimostra come non esista un modello unico comportamentale che sia gerarchicamente considerabile “di riferimento”.
In tutt’altro ambito invece, negli ultimissimi anni del ‘900 Anne Lawrence, basandosi sulle ricerche di Ray Blanchard, ha ridefinito la teoria della “autogynephilia” che ha causato grandi polemiche nella comunita’ TS ma anche TG, perche’ riconosce, o rivendica a seconda delle interpretazioni, un processo di autofeticizzazione sessuale nelle donne transessuali, che pero’ lungi dal riportare spettri deterministici, ha il merito di risessualizzare un dibattito identitario che stava cadendo in uno sterile libertarismo post decostruttivista.
E’ invece con Riki Ann Wilkins, fondatrice di “Transexual Menace”, un collettivo situazionista di azione diretta sociopolitica che il transgeder, anche attraverso la negazione del termine stesso, si ridefinisce come critica radicale al controllo sociale attraverso la sessualita’ e l’identita’, e si propone come forma sovversiva di contrattacco liberatorio piuttosto che come semplice “euforizzazione” della supposta, dalla classe medica, “disforia di genere”.
Transgender e’ quindi non soltanto l’autodeterminazione della definizione dei propri percorsi identitari e sessuali alla luce delle infinite possibilita’ dell’esistente, ma e’ anche la consapevolezza della politicita’ della propria esperienza di diffusione di “molteplici diversita’”, in una chiave di propagazione dell’alterita’ tutta, piuttosto che nel “rovesciamento del processo di lettura dei valori, facendo diventare socialmente positiva la Devianza a sfavore della Norma”, ne di “appoggiare una quantomai improbabile rivoluzione in cui gli oppressi di ieri diventino gli oppressori di domani”.
Si tratta piuttosto di disvelare i meccanismi di produzione di merci identitarie e di soppressione libidinale neppure piu’ funzionali al Capitale, ma il cui risclerotizzarsi in termini bipolari sta alla base del controllo sociale patriarcale e del rilancio in grande stile del modello di famiglia eterosessuale cattolica e monogamica.
Il Transgender in sostanza porta l’epicentro del conflitto sul piano sessuo-identitario, proponendo una pratica liberatoria avulsa dalle necessita’ tranquillizzanti dei processi identificatori tribali, a favore di un percorso personale di fluidita’ e/o costante ridefinizione all’interno di una totalita’ espressiva a 360 gradi che permetta di sviluppare costantemente gli strumenti per combattere il patriarcato del “Maschio Bianco Eterosessuale”, anche quando si manifesta in forme mimetiche o diametralmente opposte.
Un importantissimo work in progress per gli oscuranti anni a venire.
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Tutta una montatura. Guido Bertolaso e’ una vittima come Piero Marrazzo’. Non ha dubbi Regina Profeta, ex soubrette tv e ora responsabile degli eventi danzanti del Salaria Sport Village. ‘In Italia piace fare solo gossip -spiega- si rovina la vita della gente inventando le cose’. ‘Io ho molti contatti e procuro modelle brasiliane per le serate del venerdi’ al Salaria Sport Village e in estate per eventi di moda ma non si tratta di prostitute bensi’ di
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Dopo varie vicende che hanno portato la Patrizia nazionale in vetta alle classifiche di mezzo mondo, dalle presunte scappatelle con il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi passando per il suo discusso libro ed arrivando alle tesi di complotto per per soli un milione di euro, sembra che l’intensità dei riflettori sulla Patrizia D’addario si stiano spostando verso più verdi pascoli, non a caso, forse, si suppone, per far ancora parlare di se certa stampa, appaiono su alcuni siti specializzati annunci “personali”, uno per tutti, andando su etera.it ed inserendo nel campo cerca le parole appunto Patrizia Daddario, appaiono alcuni annunci su alcune città dove si intuisce al volo che le foto sono sue e come contatto lascia il link al suo sito personale che peraltro è stato accuratamente verificato.
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La Fabbrica della Birra come luogo d’incontro
“Ci vediamo da Lops!” questa la frase che si sente pronunciare sempre più spesso dai ragazzi di tutto il sud-ovest milanese, e non solo, per accordarsi con gli amici sul luogo di ritrovo per una piacevole serata in compagnia. La Fabbrica della Birra Lops,infatti, non solo garantisce prelibati stuzzichini e gustose birre artigianali, ma è in grado di offrire anche un luogo caldo e accogliente, a metà strada fra il sapore intimo di casa e l’ambiente sofisticato che ricorda i grandi spazi minimal-chic di New York. Insomma, un luogo di aggregazione di cui si sente tanto bisogno in questi tempi carenti di spazi in grado di garantire accoglienza e qualità. Ma non solo da ragazzi è composto il target che frequenta assiduamente il Locale Birre e Sapori, molte sono anche le famiglie e le persone che si incontrano qui per parlare di affari, assaporando gustosissimi pasti che vanno dal piatto del contadino che riunisce i sapori della tradizione pugliese, alle carni selezionate cucinate alla griglia con brace a legna, alle pizze con ricetta napoletana, più una ricca scelta di piatti studiati dal nostro chef e accompagnati da birre o vini di qualità. Insomma, quale migliore cornice per chiacchierare con tranquillità facendosi quattro risate con familiari e amici o trovare il clima giusto per parlare di business? E poi si sa, davanti ad un piatto prelibato tutto diventa migliore!
Ma non finisce qui, Lops ha davvero a cuore il benessere dei suoi clienti, per questo è a completa disposizione per organizzare cene aziendali, anniversari, feste di compleanno, di laurea o qualsiasi evento particolare. Il tutto verrà gestito dal suo creativo e qualificato staff, in grado di procurarti anche cantanti, cabarettisti, sosia, musica per ballare e molto altro, tutto per dar vita a qualcosa di unico e di speciale, proprio come te!
Ufficio stampa: Marina Shafik, Lops arredi di qualità - C.347.6880700
LOPS arredi di qualità è un marchio di:
Case dal Mondo srl – Via Cellini, 2/A – 20090 Trezzano s/N (Mi)
Tel. 02.4457741– ufficiostampa@lops.it - www.lops.it
Tags: aperitivi, birra artigianale, fabbrica della birra, griglieria, milano, pizzeria, ristorante, Trezzano S/N
La Fabbrica della Birra come luogo d’incontro
“Ci vediamo da Lops!” questa la frase che si sente pronunciare sempre più spesso dai ragazzi di tutto il sud-ovest milanese, e non solo, per accordarsi con gli amici sul luogo di ritrovo per una piacevole serata in compagnia. La Fabbrica della Birra Lops,infatti, non solo garantisce prelibati stuzzichini e gustose birre artigianali, ma è in grado di offrire anche un luogo caldo e accogliente, a metà strada fra il sapore intimo di casa e l’ambiente sofisticato che ricorda i grandi spazi minimal-chic di New York. Insomma, un luogo di aggregazione di cui si sente tanto bisogno in questi tempi carenti di spazi in grado di garantire accoglienza e qualità. Ma non solo da ragazzi è composto il target che frequenta assiduamente il Locale Birre e Sapori, molte sono anche le famiglie e le persone che si incontrano qui per parlare di affari, assaporando gustosissimi pasti che vanno dal piatto del contadino che riunisce i sapori della tradizione pugliese, alle carni selezionate cucinate alla griglia con brace a legna, alle pizze con ricetta napoletana, più una ricca scelta di piatti studiati dal nostro chef e accompagnati da birre o vini di qualità. Insomma, quale migliore cornice per chiacchierare con tranquillità facendosi quattro risate con familiari e amici o trovare il clima giusto per parlare di business? E poi si sa, davanti ad un piatto prelibato tutto diventa migliore!
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Già dai primi del mese potremo trovare a Lecce, una serie di manifestazioni, concerti, itinerari rosa, fiabe per i piu’ piccoli. Anche quest’anno si è pensato ad intrattenere tutti, con spettacoli entusiasmanti ed interessanti.
Mecoledì 1 “Uomini in frac” come ricordo a Domenico Modugno, concerto spettacolo per rendere omaggio al Sig. Volare. Sul palco saliranno i migliori jazzisti, e di migliori autori della musica italiana, per un progetto unicamente dedicato a Domenco Modugno: Peppe Servillo, Furio Di Castri, Javier Girotto, Fausto Mesolella, ed altri. Il tutto al Politeama Greco di Lecce.
Sempre Mercoledì 1 “Primaverat”, un vero e proprio festival che coinvolge i i piu’ importanti settori dell’arte e della cultura, il tutto per valorizzare questa stupenda città, aprendo ai cittadini e turisti, alcuni dei siti piu’ suggestivi e catratteristci. Diventeranno scenario dell’evento la Torre del Parco, le Officine Cantelmo, il Castello Carlo V, etc. CInema, letteratura, cortometraggio, pittura e scultura, che avranno fine il 19 aprile con il gran Galà di premiazione.
Questi ed altri ancora saranno gli appuntamenti che accolglieranno in particolare i turisti che trascorreranno le vacanze a Lecce in questo periodo, tra l’altro di buon augurio come inizio stagione. Chi sceglierà tra i tanti affitti a Lecce, per trascorere i primi del mese, promozioni e sconti saranno presenti non solo in città, ma in tutta la provincia, a partire dai beb a Lecce, hotel, affittacamere in genere.
Per un nuovo inizio
Dicembre 31st, 2008 | Esercizi
Oggi nasce IL SEDUTTORE, ed avrei voluto scrivere un post per spiegare gli intendimenti e gli
obiettivi di questo blog. http://seduttore.org
Ma lo farò più avanti, preferisco calarmi subito nell’attualità ed approfittare di una mail che
ho ricevuto per dare alcuni suggerimenti che a prima vista non sarebbero molto in tema con l’
argomento del blog.
In realtà, e lo scoprirete nel tempo continuando a seguirmi, la prima regola mia e della
seduzione in generale è questa: tutto nasce dentro di te.
E quindi il primissimo obiettivo da raggiungere è il miglioramento personale, lo stare il più
possibile bene con se stessi.
Oggi ho ricevuto una mail da Luigi (ovviamente è un nome di fantasia, per rispetto della privacy
del vero autore).
Luigi mi scrive:
salve, mi ha fatto molto piacere aver ricevuto la tua mail e sono soddisfatto del tuo libro,
però io purtroppo sono sempre quello di prima perchè non riesco più a reagire sono diventato
come un recluso non esco più di casa e non ho voglia di parlare con nessuno, sò benissimo di
essere ai limiti ma ti ripeto non riesco a reagire. Quindi non sono sicuro se ci sarà qualche
metodo per risvegliarmi. Mi dispiace tanto averti deluso, comunque in quanto riguarda il tuo
libro è molto interessante..ti ringrazio e ti faccio tantissimi auguri per il prossimo anno.
Luigi.
Innanzi tutto voglio rassicurare Luigi, non deve pensare se ha in qualche modo deluso altri,
deve soprattutto pensare al proprio benessere psicofisico.
A tale proposito mi sento di consigliare a Luigi ( ma anche a tutti noi, io per primo ) alcuni
esercizi, per iniziare il nuovo anno nel migliore dei modi.
Attenzione, a prima vista potrebbero sembrare ovvietà, potremmo dire: “ma sono cose che già so“.
Ecco, l’ultima parola è quella che fa la differenza: SO.
Non basta sapere. L’unica obiezione valida potrebbe arrivarmi da chi mi dice: “ma io già lo
faccio“.
Perché non basta SAPERE bisogna FARE.
Primo Esercizio: RIPULISCI LA TUA VITA.
1. Inizia dal tuo ambiente fisico, dove vivi, dove lavori. Fai pulizia, metti in ordine butta
quello che non ti serve. Fai di tutto per vivere in un ambiente pulito, in ordine, zen, senza
troppi orpelli ma con l’essenziale al posto giusto. Prova a fare pulizia e vedrai che subito il
tuo spirito ne trarrà beneficio.
2. Continua con il tuo fisico, forse ti nutri in maniera sbagliata, sei sovrappeso, bevi troppo,
fumi, abusi di sostanze che minano la salute del tuo corpo. Inizia anche da piccole cose,
elimina dalla tua dieta qualche sostanza che sai esserti nociva, inizia a fare moto, vai a
passeggio in un bosco ( o in un parco ), fai una sauna, insomma fai sentire al tuo corpo che lo
ami e che vuoi prenderti cura di lui.
3. Tutte le cose che non ti servono più e che hai eliminato con la pulizia non buttarle,
regalale a chi ne ha bisogno. Ricordati che c’è sempre qualcuno che ha più bisogno di te.
Sempre.
4. Liberati anche dalle persone che ti frenano, ti danno suggestioni negative o limitano la tua
autostima. Circondati di persone che ti apprezzano.
5. Liberati dal tuo passato negativo. Dai pesi di memorie che ti opprimono. Un’operazione
importantissima è il perdono. Perdona le persone che ti hanno condizionato negativamente, e
soprattutto perdona te stesso. E’ una cosa ti può donare una grandissima energia e dare una
nuova spinta alla tua vita.
Ricorda, il passato è passato, ed il futuro ancora non esiste. L’unico vita che puoi veramente
vivere è qui ed ora.
Per ora mi fermo qui.
Buon 2009 a tutti. Che sia un anno come voi volete e come voi farete in modo che sia.
seduttore@seduttore.org