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Scrivi il tuo comunicato stampa on line e divulgalo a tutti grazie a Recensisco.com. Da questo sito potrai scrivere il tuo comunicato e vederlo pubblicato in poche ore. Ti chiediamo di scrivere un buon comunicato e che sia inerente a quello che stai per recensire, sono ammessi un massimo di 2 link per comunicato. Puoi inserire infinti comunicati stampa gratuitamente.
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10 Mar 10 Primi week end nel Salento - b&b Salentoalmare

Nel Salento, nei pressi di Gallipoli, la perla dello ionio, troviamo il b&b Salento  “Salentoalmare”, una struttura ideale per organizzare le vacanze in ambienti paticolarmente accoglienti. Infatti, la struttura mette a disposizione dei propri ospti cinque camere accessioriate di confort al di sopra di ogni aspettativa.

Esattamete, il bed ad breakfast si trova a Taviano, comune successivo a Gallipoli, in direzione per Santa Maria di Leuca, piccola località Salentina, proprietaria tra l’altro di una sua marina “Marina di Mancaversa”, una delle località marine del Salento, conosciuta da migliaia di turisti che periodicamente ne fanno meta di Vacanza.

La struttura programma con anticipo le promozioni per i primi week end  primaverili ormai alle porte, a partire dalle festività Pasquali,  25 aprile, etc, per poi giugere alle prossime vacanze estive,  promozioni ormai visibili sul sito www.salentoalmare.com.

Visitando il sito avrete modo di  conoscere  eventi in programma, varie località da visitare, monumenti e bellezze varie, o richiedere un preventivo valutando con anticipo le vostre prossime vacanze

b&b Lecce : Salentoalmare.com

10 Mar 10 ANNUNCI RELAZIONI PERSONALI www.etera.it

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Enorme è oramai la quantità di club che, tramite la rete, offrono la possibilità di conoscere persone della propria zona di residenza e non solo.

Le prime “chat (luoghi di discussione via internet) hanno fatto sicuramente da apripista per un nuovo modo di conoscersi.
Si può immaginare che qualcuno, nei primi anni del nuovo servizio offerto dal web, abbia fatto l’esperienza di un incontro al buio (”blind date“). E’ ovvio, però, che tale pratica era sporadica.
Infatti, se lo scambio di due chiacchiere on line in modo spensierato non ha portato (in parte) clamore, molto ne ha portato la prosecuzione della conoscenza facendo incontri di persona. La società, soprattutto quella italiana, sta accettando con molta lentezza questo modo di approcciare l’altro.

La norma sociale regolatrice dei rapporti tra persone, per secoli, è stata quella della conoscenza per centri concentrici. Ciò significa che l’approccio primario è sempre stato quello con i propri familiari e parenti; a mano a mano l’orizzonte si espandeva alle persone che abitavano stabilmente vicino la propria casa, e che pertanto potevano essere ben conosciute; le ulteriori occasioni di incontro normalmente erano presentazioni effettuate da persone già conosciute, le quali si facevano in qualche modo “garanti” (o si premuravano di “mettere in guardia” su aspetti particolari).

E’ facile intuire, quindi, come un cambiamento come quello delle chat porti asimmetria nel tessuto sociale, che si va sfibrando e aumenta la propria vulnerabilità.
Se prima le persone di cui ci fidavamo maggiormente erano i nostri vicini di casa, ora potrebbero essere persone lontane centinaia di chilometri. Persone che però, magari, abbiamo idealizzato e modellato secondo una nostra visione, o sulle quali abbiamo proiettato le nostre aspettative, come per i personaggi buoni delle favole.
Con queste persone il rapporto è meno “impegnativo”, perché verso di esse abbiamo minori doveri di solidarietà immediata, e perché un rapporto lontano si può troncare facilmente; specularmente, però, si tratta di persone da cui non possiamo attenderci un pronto sostegno nel momento del bisogno.

La chat ha preso piede grazie alle nuove generazioni, alla loro disponibilità verso le novità, alla loro curiosità (che la prudenza degli adulti può frenare con maggiore difficoltà quando entrano in gioco gli strumenti informatici). Queste generazioni hanno nuove opportunità di conoscenza: sapere quale idea possa avere, su un tale argomento, una persona residente in un altro stato o nazione; sapere quali esperienze quella stessa persona stia vivendo in un determinato momento.

I club di incontri (soprattutto per la ricerca dell’ “anima gemella”), naturale evoluzione delle chat, affondano le radici e il loro successo sulla vulnerabilità del tessuto sociale. E, in parte, sulla vulnerabilità personale.
Infatti, è da tenere in conto la difficoltà di alcune persone nell’approcciarsi all’altro, soprattutto nel campo dei sentimenti. La vita sociale negli ambienti di studio e di lavoro, nei quartieri, nei parchi, nei pub, nelle discoteche, si fa sempre più difficile e pesante. Cresce la diversità sociale, che può diventare occasione di arricchimento, ma anche far perdere valori condivisi e generare aggressività e insicurezze. Aumenta una sottile diffidenza verso l’altro, soprattutto se diverso nel colore e nella lingua. Approcciarsi all’altro diventa difficile, quasi, anche per chi non ha problemi di timidezza.

I vari siti di incontri ci danno la possibilità di un terreno sterilizzato da pregiudizi, facendo ricerche mirate di persone con le quali si possa essere in sintonia; inoltre, ci danno la possibilità di rimanere, in parte, nell’ombra fino a quando non si ha la percezione di potersi fidare e quindi svelarsi completamente.

Ciò ci fa sentire al sicuro, ma pone anche problemi.
In che misura gli ostacoli che aggiriamo sono ostacoli oggettivi (i pregiudizî e l’aggressività altrui) e in che misura sono ostacoli interni, psicologici, frutto di una nostra debolezza che rinunciamo ad affrontare?
In che misura un rapporto forte, umanamente appagante, può nascere sulle basi di una verità parziale (una mezza verità è anche una mezza bugia…), solo progressivamente disvelata?

Non si può escludere, però, che una certa diffidenza verso queste forme d’incontro possa derivare non dalla consapevolezza dei problemi, da una sensata prudenza, bensì da un’esagerata diffidenza verso ogni novità;  o da una forma di snobismo, come se questa fosse una pratica intrapresa solamente da persone “sfigate” (passatemi gentilmente il termine), che per problemi, fisici, mentali o intellettuali non hanno nessun’altra possibilità di approcciarsi ad un possibile partner

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10 Mar 10 ANNUNCI TRANS www.etera.it

TRANSGENDER - una definizione   http://www.etera.it 

Per comprendere il senso preciso di “transgender” (TG) bisogna innazitutto definire cosa significa “gender”, concetto in Europa a lungo sconosciuto e spesso erroneamente sostituito dal termine “sex” considerato sinonimo, a causa di una difficile traduzione del termine stesso. Rimandiamo quindi alla voce “gender” di Liana Borghi in questo stesso volume.
Il transgender nasce in realta’ non da una base teorica, ma da un conflitto sociopolitico concreto, quando il collettivo newyorkese “Queer Nation”, lanciando la pratica dell’ “Outing”, cioe’ del disvelamento pubblico della condizione omosessuale di personaggi famosi del mondo della musica, cultura e spettacolo, viene sostanzialmente ripudiato dal movimento gay americano. La Queer Nation quindi, fondendo la propria pratica politica di responsabilizzazione sociale con la consapevolezza del proprio humus appunto queer, cioe’ composto di uomini gay, travestiti e donne transessuali, principalmente di origine latina e afroamericana, e quindi bel lontano dallo status gay bianco middle class, decide di staccarsi completamente dal mondo piu’ propriamente omosessuale, e di ridefinirsi come “Transgender Nation”, dando quindi al gender una valenza, anche politica, molto maggiore che al sex o alla espressione sessuale della propria “queerness”. Ne nasce in breve tempo un’analisi del gender non piu’ in relazione tipicamente femminista al concetto di sex, ma come ridefinizione di un costrutto identitario fluido e multiplanare, ma anche conflittuale coi processi di normazione in atto all’interno delle istanze socio/sessuali minoritarie (gay, lesbiche, travestiti etc.) e come tali presuntamente rivoluzionarie. In breve tempo, e soprattutto grazie a internet (ma in periodo pre WWW), ne nasce un importante dibattito, ad opera inizialmente di un collettivo australiano e del gruppo della TN nel frattempo migrato a San Francisco, che viene rapidamente influenzata dalle letture, o meglio da una nuova consapevolezza delle passate letture dei pensatori francesi, da Sartre a Foucault, ma soprattutto Guattari e Deleuze ed il loro concetto di nomadismo.
L’esperienza della Queer Nation pero’ porta un’irruzione, piuttosto inedita per gli Stati Uniti, del “personale nel politico” che da li’ a poco, nella pratica della Transgender Nation, determinera’ un’analisi verificativa del proprio percorso privato e della propria esperienza di vita come base per definire un approccio piu’ generale di sistemizzazione teorica piuttosto che di teorizzazione pura, spesso non applicabile ne applicata nella concretezza della quotidianita’
Non e’ affatto un caso quindi che una buona parte delle pubbliche menti pensanti transgender (incluse quelle qui citate) abbiano un percorso personale di tipo transessuale, generalmente di tipo MTF (da Maschio a Femmina) e si identifichino tra l’altro come lesbiche, perche’ la propria elaborazione mentale e’ nata da una verifica del lavoro effettuato sul territorio del proprio corpo e della propria conflittualizzazione della percezione del gender, piuttosto che dallo studio e successiva elaborazione delle teorie preesistenti.
Allo stesso modo le pubbliche menti pensanti FTM (da Femmina a Maschio), come Stephen Whittle o Leslie Feinberg, tg perfino nel modo di porsi (nome femminile, gender maschile, ruolo butch, lesbica in una relazione eterosessuale con una scrittrice femminista), oltre all’evidente lavoro di modificazione del se’ come insieme corpo/mente, hanno un rapporto inscidibile col lesbismo (non solo per il proprio passato e/o per comune appartenza “queer”), e con gli studi femministi.
Queste influenze pero’ vengono vissute semplicemente come tali, oppure come conferme di corrispondenze di piani interpretativi, piuttosto che un bagaglio ideologico-cognitivo iniziale su cui sviluppare una propria teoria.
Questo in parte spiega anche il motivo delle grandi crociate dai toni fondamentalisti prodotte dagli scritti di Mary Daly e soprattutto Janice Raymond, e condotte in ambienti lesbofemministi e separatisti contro il mondo transessuale prima ancora che la scena transgender, che finiva, finisce, finira’ (ancora per poco, crediamo) per assumere forma meramente tribal/difensiva e conservatrice, su basi esclusivamente teoriche e ideologiche, basandosi su motivazioni cromosomiche come lo strutturalismo deterministico di Catherine MacKinnon, essenzialiste, soprattutto il cosiddetto pensiero “della differenza” europeo, e troppo spesso ciecamente oscurantiste. Rifiutandosi in cio’ di verificare una prassi che va ben al di la’ della teoria, e che mostra la pervasivita’ del sentire molteplice, in grado anche di attraversare trasversalmente femminismi e ortodossie militanti di qualunque ambito, mostrando l’esistenza di un’incredibile varieta’ di “altro” in termini di gender, razza, condizioni socioeconomiche, identificazioni spirituali e/o religiose, aspettative e pulsioni desideranti, e del melting pot incrociato di tutto cio’, peraltro gia’ riconosciuto dai queer studies e da alcune importanti pensatrici femministe.
La chiave di volta sta pero’ nel rifiuto del processo generativo degli “ismi”, quello che dalla teorizzazione marxiana porta al marxismo e al successivo utilizzo, nelle masse dei militanti, esclusivamente di slogans talmente semplificanti e decontestualizzati da risultare totalmente irrigidito, anti analitico e in aperta contraddizione con le intenzioni originarie, producendone una incapacita’ di analisi e verifica delle mutazioni in atto, che porta ad un inevitabile evaporazione & fossilizzazione.
Alla base del transgender c’e’ invece una spesso inconscia analisi situazionista della sopravvenuta incapacita’, nel processo di trasformazione sociale “identitario-consumista” (dove le identita’ si identificano nei consumi e sono oggetto di consumo esse stesse), da parte delle forme della politica e dell’ elaborazione teorica tradizionale, di esercitare qualunque tipo di influenza e susseguente cambiamento sociale che non sia meramente minoritario in qualita’ di avanguardia, e quindi merce autoconsumata di gratificazione militante.
Il transgender si va quindi a definire come “non movimento”, ma piuttosto come “sentire fluido” in espansione costante nei tessuti del sociale, proponendo un messaggio fortemente libertario di interpretazione del se che parte dalla verifica della propria non adesione agli stereotipi e ai dettami del controllo sociale sul corpo e le sue forme espressive. Leggibile quindi come sorta di costola della sinistra anarchica che si insinaua e si diffonde nel tutto, evitando ogni indentificazione con le forme e i modi della sinistra istituzionale e radicale, anche femminista. Ma proponendone piuttosto un superamento partendo dal privato, come crescita e consapevolizzazione individuale, che come tale diventa parte integrante di un sentire universale de-ideologizzato ma comunque rivendicato, come gia’ la queer theory, col suo processo di definizione allargata del soggetto antagonista, non solo in termini di scelte e comportamenti sessuali (”siamo tutti frocie”), aveva indicato.
E’ evidente quindi in questo caso l’assenza di leaders, e la grande messa in evidenza invece delle esperienze indivuali, e comunque “comuni”, di riappropriazione e manipolazione del proprio corpo, come base di partenza per una nuova prassi, piuttosto che teoria, di liberazione globale.

Si tenga comunque presente che se transgender spesso finisce per sovrapporsi con “transessuale” per un fatto di radicalizzazione dei patterns personali, non va comunque considerato ne come sinonimo “politicamente corretto” ne come indicatore di persona transessuale “non riconvertita genitalmente” (anche se tale categoria di gender hackers appartiene pienamente ad una prospettiva tg), ma e’ piuttosto la presa di coscienza vissuta direttamente e quindi direttamente rivendicata, dell’insostenibilita’ sociopolitica della fissita’ identitaria, sia su basi biologiche che culturali. Ne risulta pero’ conseguente che una buona parte della sistemizzazione del pensiero tg va in direzione del confitto aperto con le teorie lacaniane e soprattutto il susseguente (anche se non diretto) “trattamento” da parte della classe medica e della psichiatria ma anche psicoterapia (ormai) ufficiale, delle persone transessuali. E nello specifico contro la logica del “percorso di adeguamento” agli stereotipi, ma anche alle forme espressive tipiche, per necessita’ di integrazione sociale, dettato dalla visione binaria del gender, proponendo piuttosto un “adeguamento della societa’ alla comprensione dei meccanismi della libera espressione desiderante del se’”.

Quindi secondo Helena Velena (”Transgender Antimanifesto”) l’identita’ di una persona e’ determinata dall’incrocio “alchemico” di tre piani di variabili: il sex, il gender, e la preferenza sessuale (non “orientamento” proprio per negarne un’origine deterministica ma accettarne invece una possibile mutabilita’). Dimostrando la non binarieta’ di questi tre piani (il sex presenta oltre 60 variabili riconosciute di intersessualita’, il gender e’ cosmicamente infinito nelle sue combinazioni espressive, e la preferenza e’ gia’ per se stessa de-bipolarizzata perfino all’interno di una dinamica etero, mostrando varianti nelle preferenze di ruolo sociale, comportamento sessuale, look, dinamica BDSM etc.) se ne ricava una infinita’ possibile di combinazioni inascrivibile alla fissita’ dei comportamenti di gender definiti come obbligatoriamente corrispondenti al sex biologico, perche’ necessari alla struttura patriarcale e judaico-cristiana. Transgender e’ quindi la consapevolezza della rivoluzionarieta’ dell’autolegittimazione di qualunque risultante, sia di pattern che identitaria, interpretata in chiave di critica situazionista e opposta ali dettami della logica binaria.
Martine Rothblatt nel suo “Apartheid of sex” similmente spiega come le differenze genitali, ormonali, cromosomiche e perfino la fertilita’ non siano caratteristiche sufficenti a giustificare una netta divisione binaria, e invoca una lotta di liberazione del gender parallela a quella contro l’apartheid razziale.
Sandy Stone, fatta oggetto di un violentissimo attacco da parte di Janice Raymond (”The transsexual Empire”), ha invece col suo “The Empire strikes back; a post transsexual manifesto” e vari altri scritti, gettato le basi dei Transgender Studies, dimostrando come tutte le identita’, reali o virtuali, siano recitate in base ai dettami sociali comunicativi, e solo in base a cio’ riconosciute e interpretate. Decostruendo quindi la performativita’ del gender la Stone dimostra come non esista un modello unico comportamentale che sia gerarchicamente considerabile “di riferimento”.
In tutt’altro ambito invece, negli ultimissimi anni del ‘900 Anne Lawrence, basandosi sulle ricerche di Ray Blanchard, ha ridefinito la teoria della “autogynephilia” che ha causato grandi polemiche nella comunita’ TS ma anche TG, perche’ riconosce, o rivendica a seconda delle interpretazioni, un processo di autofeticizzazione sessuale nelle donne transessuali, che pero’ lungi dal riportare spettri deterministici, ha il merito di risessualizzare un dibattito identitario che stava cadendo in uno sterile libertarismo post decostruttivista.
E’ invece con Riki Ann Wilkins, fondatrice di “Transexual Menace”, un collettivo situazionista di azione diretta sociopolitica che il transgeder, anche attraverso la negazione del termine stesso, si ridefinisce come critica radicale al controllo sociale attraverso la sessualita’ e l’identita’, e si propone come forma sovversiva di contrattacco liberatorio piuttosto che come semplice “euforizzazione” della supposta, dalla classe medica, “disforia di genere”.
Transgender e’ quindi non soltanto l’autodeterminazione della definizione dei propri percorsi identitari e sessuali alla luce delle infinite possibilita’ dell’esistente, ma e’ anche la consapevolezza della politicita’ della propria esperienza di diffusione di “molteplici diversita’”, in una chiave di propagazione dell’alterita’ tutta, piuttosto che nel “rovesciamento del processo di lettura dei valori, facendo diventare socialmente positiva la Devianza a sfavore della Norma”, ne di “appoggiare una quantomai improbabile rivoluzione in cui gli oppressi di ieri diventino gli oppressori di domani”.
Si tratta piuttosto di disvelare i meccanismi di produzione di merci identitarie e di soppressione libidinale neppure piu’ funzionali al Capitale, ma il cui risclerotizzarsi in termini bipolari sta alla base del controllo sociale patriarcale e del rilancio in grande stile del modello di famiglia eterosessuale cattolica e monogamica.
Il Transgender in sostanza porta l’epicentro del conflitto sul piano sessuo-identitario, proponendo una pratica liberatoria avulsa dalle necessita’ tranquillizzanti dei processi identificatori tribali, a favore di un percorso personale di fluidita’ e/o costante ridefinizione all’interno di una totalita’ espressiva a 360 gradi che permetta di sviluppare costantemente gli strumenti per combattere il patriarcato del “Maschio Bianco Eterosessuale”, anche quando si manifesta in forme mimetiche o diametralmente opposte.
Un importantissimo work in progress per gli oscuranti anni a venire.

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10 Mar 10 OMNICOM EXPO: Esponi con la tua Azienda all’evento!

Omnicom Expo è la fiera dedicata alle idee, ai prodotti e ai servizi per il marketing e la comunicazione: è on line il sito per partecipare come espositori!

Dal 12 al 14 Maggio si terrà, presso il Padiglione 1 di Fieramilanocity - Portello, Omnicom Expo 2010: unico evento in Italia che mette in contatto, in un unico luogo, coloro che in azienda si occupano di marketing e comunicazione, con il mondo dei potenziali fornitori. Omnicom Expo sarà un’imperdibile occasione per tutte le aziende espositrici per trovare nuovi clienti, incontrare e fidelizzare vecchi clienti , creare nuove occasioni di business, discutere le prospettive del settore ed informarsi e formarsi sulle novità del marketing e della comunicazione. Per l’edizione di quest’anno potranno esporre le aziende dei seguenti business: Concessionari pubblicità, Agenzie pubblicitarie, Packaging cartotecnica e Stampa digitale. Tra le novità dell’edizione di quest’anno, la contemporaneità con Inprinting, fiera di riferimento in Italia per la grafica digitale che condividerà con Omnicom Expo lo stesso padiglione.
Nel 2009 l’evento si è tenuto a Roma ed ha accolto quasi 100 espositori di diverse categorie merceologiche e 2.600 visitatori: lo spostamento a Milano per l’edizione 2010, città simbolo del marketing e della comunicazione, ha l’obiettivo di rafforzare ancora di più la manifestazione e di renderla il riferimento per la comunicazione in Italia.

Per avere maggiori informazioni su prezzi e soluzioni espositive: Omnicom Expo http://www.omnicom-expo.com

A cura di:

Giulia Migliavada
Marketing Nomesia
Via Cesalpino. 60
20128 Milano (MI)
02 27 00 50 11

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10 Mar 10 Corso gratuito sull’uso delle pentole

Lo staff di PentoleOnline organizza a grande richiesta, “Non solo pentole”, il primo corso sull’utilizzo di pentole, casseruole e strumenti di cottura, tenuto da Francesco de Francesco, cuoco della scuola di cucina maisazi.com. L’appuntamento è per sabato 15 maggio 2010 presso lo Spazio Melampo di Milano, in via Carlo Tenca, 7.

L’obiettivo è quello di far conoscere tutti i segreti, o quasi, nella scelta di padelle e wok per ogni occasione, le giuste misure per le vostre esigenze, le principali tecniche di cottura, le caratteristiche di tutti i materiali ed i consigli di manutenzione. Approfittatene subito, la partecipazione è assolutamente gratuita. Inoltre, tra tutti i partecipanti sarà estratta a sorte una splendida pentola a sorpresa!

Pietro Dommarco
Marketing e Comunicazione Tradeplus S.r.l.
Via Carlo Tenca, 7 - 20124 Milano
Tel. (+39) 02 37011995 - Fax: (+29) 02 37059087
E-mail: info@pentoleonline.it
Website: http://www.pentoleonline.it

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10 Mar 10 Villaggi e vacanze da sogno su Alpitourworld.com

Il sito ufficiale di e-commerce del Gruppo Alpitour è una risorsa preziosa e di facile utilizzo per quanti vogliono organizzare le proprie vacanze online, potendo contare su una gamma amplissima di proposte e soluzioni di viaggio, nonché su prezzi sempre molto competitivi e del tutto trasparenti.

Questo perché Alpitourworld.com riunisce finalmente in sé l’offerta complessiva dei noti tour operator del Gruppo, a partire naturalmente da Alpitour e Francorosso, passando per Villaggi Bravo, Karambola e Volando, e “finendo” con la formula innovativa di Vacanze Jeans, le vacanze web di qualità nate e pensate appositamente per un’utenza giovane e dinamica.

Tantissime sono dunque le occasioni per concedersi una bella vacanza di sole e relax al prezzo più interessante, e altrettante sono le singole mete e le destinazioni in Italia e nel mondo interessate dall’offerta turistica del sito: solo per limitarsi alle offerte di Villaggi Bravo, ideali per chi ama i soggiorni balneari tutto comfort e servizi dedicati, su Alpitourworld.com potrete prenotare in pochi e semplici passaggi eccezionali soggiorni in villaggio sul Mar Rosso, oppure nell’arcipelago di Capo Verde, o a Zanzibar o ancora in Madagascar o ai Caraibi. E lo potrete fare avendo subito sott’occhio tutti i dettagli dell’offerta e delle location proposte, nonché il prezzo complessivo finale per persona.

Ciò significa che, una volta acquistata la vacanza di proprio interesse, il prezzo non potrà più subire ritocchi, indipendentemente da un rincaro, ad esempio, del costo del carburante per il volo aereo o dall’andamento dei cambi monetari.

Se si considera che le proposte di Alpitourworld.com sono caratterizzate da prezzo dinamico, cioè da un meccanismo per il quale prima si prenota e più si ottiene un prezzo vantaggioso, allora ben si comprende l’importanza e della tempestività della prenotazione online e dell’indicazione del prezzo tutto compreso e senza sorprese. Due condizioni che Alpitourworld.com, con massima praticità e trasparenza, mette a disposizione online di tutti i suoi clienti e utenti.

Senza infine dimenticare che collegandosi con assiduità al sito ufficiale di e-commerce del Gruppo Alpitour, si possono cogliere al volo fantastici viaggi last minute e last second, con tutto l’ulteriore risparmio e la gioia di quanti hanno sempre la valigia pronta e muoiono dalla voglia di andare in vacanza!

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10 Mar 10 BuskerLabel lancia il crowd-funding per il finanziamento e la pubblicazione di musica Creative Commons

BuskerLabel permette agli artisti di finanziare gli album di prossima uscita, offrire ai veri fan l’anteprima legale di album non ancora pubblicati e aumentare la diffusione della loro musica con le licenze Creative Commons.

BuskerLabel annuncia che da oggi è disponibile al pubblico la sua piattaforma di crowd-funding per la musica digitale, il servizio che permette agli artisti di raccogliere fondi e pubblicare album online sotto licenza Creative Commons.
In cambio di una piccola donazione in denaro, i fan possono ascoltare in streaming l’anteprima dell’intero album caricato dall’artista e ottengono il pubblico riconoscimento del loro supporto nei credit dell’album. Per avviare il fund-raising l’artista deve solo caricare le tracce e scegliere una data di pubblicazione; una delle tracce avrà il ruolo di ‘promo’ e sarà disponibile per tutti. Basandosi su questa traccia, gli utenti decidono se dare o meno il loro supporto usando la valuta interna di BuskerLabel: le ‘Koin’, del valore di un Euro ciascuna, che possono essere acquistate facilmente e in modo sicuro mediante PayPal. Dopo aver dato una o più Koin, il fan ottiene il privilegio di ascoltare in streaming tutte le tracce dell’album. Se l’album non è di suo gradimento potrà ritirare la sua donazione durante gli ultimi cinque giorni della colletta.
Durante la raccolta fondi, BuskerLabel attiva i social network e convoglia l’attenzione degli utenti sulla imminente uscita. Subito dopo la pubblicazione gli stessi fan vengono ricompensati con lo scaricamento delle tracce in versione ‘lossless’ ad alta qualità e BuskerLabel trasferisce all’artista l’80% del denaro raccolto.
Alla data prescelta dall’artista, l’album viene pubblicato con licenza Creative Commons che permette agli utenti di scaricare, condividere gratuitamente e legalmente le tracce per uso personale aumentando la diffusione legale della musica e portando all’artista nuovi fan per il supporto delle sue produzioni e, ancora più importante, per la partecipazione ai concerti live.

Per saperne di più visitate il sito: BuskerLabel http://www.buskerlabel.com

Cosa è BuskerLabel
BuskerLabel è una comunità online dove i fan possono scoprire nuova musica, sponsorizzare i loro artisti preferiti e ottenere l’anteprima di album non ancora pubblicati. Il progetto BuskerLabel mira a rendere la musica condivisa e accessibile, a far guadagnare gli artisti in modo equo e ripristinare l’originale, intenso e istintivo rapporto che lega chi crea e chi ascolta musica. Per saperne di
più visitate http://www.buskerlabel.com

Contatti
Giulio De Luise, fondatore
BuskerLabel – The Collective Music
giulio@buskerlabel.com
http://www.buskerlabel.com

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10 Mar 10 LiveMi: Un Metro di Musica Spazio alla musica emergente dal 13 Marzo nella Metro a Milano


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Parte sabato 13 marzo LiveMi, il progetto per il rilancio della musica emergente in Italia, realizzato in collaborazione col Comune di Milano e ATM, con la direzione artistica di Red Ronnie.

Il progetto LiveMi è stato fortemente voluto dal Sindaco Letizia Moratti, che l’ha presentato con queste parole:

Milano è città leader della musica. C’è la Scala per la classica e San Siro per il rock. A questi si aggiungerà LiveMi, che diventerà punto di riferimento per la moltitudine di giovani musicisti e cantanti che, magari, in futuro riempiranno San Siro”.

Red Ronnie ha ribadito:

“Dalla Metropolitana di Milano partirà il rilancio della musica emergente italiana”

LiveMi sarà una festa, un gioco, che offrirà agli artisti e gruppi emergenti di tutta Italia che si iscrivono e che possiedono un proprio repertorio musicale, una serie di opportunità importanti per la loro carriera: innanzitutto entreranno a far parte della community LiveMi su internet, che ha lo scopo di creare un movimento di aggregazione; in secondo luogo potranno esibirsi su un palco professionale allestito nella Metropolitana di Milano Duomo a partire dal 13 marzo e i video delle loro esibizioni saranno trasmessi negli schermi della Metro, sul canale LiveMi di YouTube e in eventuali spazi televisivi. Gli artisti di LiveMi avranno inoltre la possibilità di mettere in vendita i loro brani e album su iTunes a condizioni economiche che non potrebbero ottenere da soli e godranno di vie privilegiate in tutte le altre iniziative di LiveMi che saranno realizzate.

Lo scopo di LiveMi è quello di ridare ai giovani artisti la possibilità di esprimere la propria creatività musicale in una realtà in cui le radio trasmettono solo le grandi hit per lo più straniere, le tv ospitano giovani talenti sconosciuti solo all’interno di reality e talent show in cui interpretano successi già famosi, la crisi del mercato discografico e la musica scaricata gratis in rete non consentono investimenti su artisti sconosciuti e perfino i locali di musica live prediligono le “cover band”. LiveMi offrirà ai ragazzi uno spazio per poter far conoscere la propria musica.

Possono aderire al progetto LiveMi tutti gli artisti italiani, musicisti, cantautori, band e gruppi musicali di ogni genere, con o senza contratti di produzioni, management o discografici in essere, senza limiti di età e provenienza geografica. Sarà necessario presentare almeno un brano di propria composizione. Non sono ammesse cover di canzoni già famose.

LiveMi è una iniziativa totalmente gratuita. NON bisogna versare quote d’iscrizione né cedere edizioni musicali dei brani che si eseguono.

Per iscriversi basterà registrarsi sul sito www.livemi.it, compilando in ogni sua parte la scheda apposita. Dopo essersi registrati sarà possibile aprire una pagina personale con le informazioni relative all’artista, ai componenti dell’eventuale gruppo, canzoni, foto, video etc.

Fra tutti gli iscritti saranno selezionati, in base alla classifica del sito e al giudizio del comitato artistico di LiveMi presieduto da Red Ronnie, gli artisti che potranno esibirsi sul palco allestito nella Metropolitana di Milano Duomo durante gli eventi che si svolgeranno tutti i sabati a partire dal 13 marzo dalle 14.00 alle 18.00.

Gli artisti e gruppi selezionati per gli eventi live in Metropolitana avranno anche l’opportunità di mettere in vendita i propri brani e album nello spazio LiveMi su iTunes. Ogni settimana, infatti, LiveMi proporrà una compilation con i brani dei protagonisti dell’evento live successivo.

Partner di questa operazione sarà Believe Digital, azienda leader nella distribuzione digitale in Europa, che offre, in un’unica soluzione, la promozione e la distribuzione della musica e permette quindi agli artisti di concentrarsi solo sulla creatività.

I proventi derivati dalla vendita dei brani e degli eventuali album, detratti delle royalties di iTunes, SIAE e Believe Digital, saranno interamente versati agli artisti stessi. LiveMi non tratterrà nessuna percentuale da questa operazione.

Il primo intervento di LiveMi è stato il 18 dicembre scorso quando, in occasione della conferenza stampa, è stata inaugurata la Scala Musicale: chi sale dalla Metropolitana in Piazza Duomo ha la possibilità di suonare un pianoforte gigante, nel quale ogni gradino ha una o due note musicali. Doveva essere una istallazione che allietava nel periodo delle feste natalizie, ma visto lo straordinario successo si sta cercando di mantenerla più a lungo. Numerosissimi sono su YouTube i video di performances musicali, in cui i passanti cercano di suonare sulla scala brani classici o canzoni pop. Il video giudicato più bello sarà premiato.

Per dirigere il grande progetto LiveMi, il Comune di Milano ha scelto Red Ronnie, che da sempre rappresenta l’eccellenza più prestigiosa nel campo della musica emergente. Nel 1980, con uno speciale sul mensile Popster, si occupò di emergenti per la prima volta in Italia, segnalando con lungimiranza gli allora giovanissimi Enrico Ruggeri, Raf, Righeira etc. Da allora nei suoi programmi si è sempre battuto per dare opportunità agli artisti ancora sconosciuti. Lo ha fatto in “Be Bop a Lula”, “Roxy Bar”, “Help”. Ha poi ideato progetti come il TIM Tour, dove nel 2001 ha scoperto e premiato i Negramaro, e Miti della Musica, con casting al Roxy Bar e palco a disposizione nel corso di sei edizioni del Motor Show. Nel primo mensile in DVD al mondo, “Roxy Bar”, ha ritagliato uno spazio per gli artisti emergenti. Questo suo impegno gli è stato riconosciuto anche dal MEI, il meeting della musica indipendente di Faenza, che nel 2008 gli ha conferito il premio più prestigioso.

Protagonisti di LiveMi:

LiveMi è un progetto voluto da LETIZIA MORATTI, Sindaco di Milano, ELIO CATANIA, Presidente di ATM, GIOVANNI TERZI, Assessore alle Attività produttive, Moda, Design ed Eventi, e ALAN RIZZI, Assessore allo Sport e Tempo Libero.

10 Mar 10 Una notte al container - hotel

Nei pressi di Londra è stato realizzato un albergo con 86 container modificati. In attesa dei prossimi sviluppi d’oltremanica, le italianissime proposte di Box&Box in fatto di box prefabbricati, hospitality e servizio fiere.

Da container a stanza d’albergo: 86 box utilizzati per le spedizioni diventano un avveniristico hotel da 100 posti letto nei pressi di Londra. I moduli sono stati modificati in Cina, quindi spediti e assemblati in Gran Bretagna per accogliere gli ospiti al costo di 19 sterline per notte.

Originale e glamour l’idea è soprattutto vantaggiosa, perché consente di ridurre le spese e velocizzare i normali tempi di costruzione del 25%, senza contare che questo tipo di box prefabbricati possono essere smontati e allestiti in una nuova sede.

In un futuro non troppo lontano dormire in un container potrebbe diventare di tendenza. E la cosa non stupisce, se si pensa al design e al comfort dei box usati per fiere e spazi espositivi, e agli standard elevati raggiunti dal servizio hospitality di alcune aziende.

Tra queste Box&Box si distingue per la capacità di valorizzare l’immagine e le idee che l’azienda cliente intende comunicare. Uffici, box e stand vengono realizzati con materiali di qualità e oggetti di design, per offrire uno spazio accogliente, elegante e confortevole. Funzionalità e stile convivono perfettamente in strutture di alta gamma pensate sia per uso abitativo che lavorativo.

L’azienda, inoltre, è in grado di modificare box prefabbricati e container marittimi a qualsiasi uso richiesto dai clienti: dai più  comuni container “ad uso scatola” per impianti e macchinari fino  alla realizzazione di progetti ad hoc, in base a specifiche esigenze. Box&Box sviluppa anche strutture speciali, come box modulari per campi di lavoro, uffici strutturati, magazzini coibentati, a cui si aggiungono strutture sanitarie attrezzate e box per l’alta montagna con tetti rinforzati e studiati per resistere al freddo e alle intemperie.

In attesa di vedere se verranno aperti altri hotel-container,  vi invitiamo a visitare il sito www.container.it,  dove è possibile trovare anche container usati, monoblocchi e container per il noleggio.

Contatti:
Layoutweb, Layout Advertising Group
Public Relation Department
Simona Bonati
E-mail: bonati@layoutweb.it
www.layoutweb.it

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09 Mar 10 Applicare il prezzo più basso alla camera del Hotel a Jesolo non basta.

Ci sarà ripresa nel 2010? Difficile avere una risposta. Nessuno tra futurologi, economisti e politici è in grado di rispondere. E’ però utile rivedere quali siano i passi falsi da non ripetere. Abbiamo perciò chiesto al gestore di un piccolo ma ben avviato Hotel a Jesolo Villa Roberta un Bad & Breakfast in provincia di Venezia, quale dovrebbe essere il giusto atteggiamento per affrontare un futuro che si presenta ingestibile. Walter Luvisotto, 46 anni, un diploma di maturità scientifica, gestisce il Bad & Breakfast Hotel Villa Roberta a Jesolo dal 2003. Sig. Luvisotto, un mito comune che il prezzo più basso vinca sempre…Vero….

In realtà il cliente non vuole il prezzo più basso: vuole un più alto valore. Immagini che un cliente si trovi di fronte al prezzo di una tazza di caffè di € 2,50. Oppure di fronte ad un prezzo di una camera d’Hotel di € 140,00 (quando lo standard previsto per quella determinata categoria è € 80-100). Un meccanismo “odioso” che denota scarsa comprensione dei meccanismi che regolano le modalità di applicazione del prezzo. Che decisioni dovrebbe prendere un management alberghiero per vincere la “gara” che fissa il miglior prezzo? Fra tutte le decisioni che un manager alberghiero deve prendere nella fase di start-up di un’attività alberghiera, quella relativa al “fissare” il prezzo causa spesso una considerevole ansietà.

A prima vista “applicare un prezzo” non rappresenta solo un gioco di numeri. Elaborare un conto totale lordo che permetta di raccogliere un ragionevole guadagno dopo aver coperto i costi dell’attività, può essere un metodo abbastanza semplice da seguire.”Fissare” un prezzo è più un arte che scienza, calcolo matematico. La psicologia dell’ospite è un fattore importante. Alla fine “fissare” il prezzo significa ragionare su tutto ciò che l’ospite desidera pagare per la camera ed i servizi ad essa inclusi.

Nella maggior parte dei casi, il “giusto prezzo” è una questione che riguarda la percezione dello stesso da parte del cliente. E i suoi colleghi albergatori di Jesolo cosa pensano? La risposta che ho ricevuto più frequentemente è stata, parafrasando una delle tante: “Gli operatori a Jesolo devono coprire i costi e, allo stesso tempo, fare profitto. In altro modo, la gestione di un’attività alberghiera non varrebbe né il rischio, né l’investimento e neppure l’angoscia mentale derivante dalla sua gestione”. A me sembra più un grido del tipo: “Ho bisogno di coprire i costi !”….Come ho già detto, è il cliente e non la gestione dell’albergo che determina per ultimo il prezzo.

Al cliente non interessa nulla dei costi del Hotel, e quali sono i margini di cui la gestione del Hotel ha bisogno per stare sul mercato. In genere, posso essere d’accordo sul problema costi. Bisogna aggiungere però che i prezzi debbono essere competitivi e ragionevoli. Se i clienti non reputano di ottenere un sufficiente valore per il loro denaro, senza badare al prezzo ,è probabile che non ritornino. Come ho già ribadito, non è possibile “fissare il prezzo” in relazione al costo.

Alcuni costi indiretti non possono essere assegnati a specifiche voci di bilancio ma spesso coinvolgono aspetti dell’impresa alberghiera che i clienti percepiscono come “valore aggiunto”, e vengono a pesate nella loro decisione di scegliere un albergo piuttosto di un altro simile.

Come “decide” quando il prezzo è “giusto”? Nel cercare di sviluppare una strategia, ho dovuto ricordare che esiste una relazione implicita tra prezzo e valore. Il cliente si aspetta di pagare di più se gli viene offerto, però, un prodotto da colazione migliori rispetto a quello standard. Così per una camera di lusso rispetto ad una economica. Come si vede, l valore è argomento di opinione, non certamente un fatto.

Se vuole un argomento più semplice, nel mercato ci sono quelli che preferiscono guidare una Mercedes rispetto ad un Audi.
Altri preferiscono il contrario. Una sorta di “tirannia” dell’opinione, quindi……Dato che c’è, appunto, una relazione tra prezzo e valore (e che il valore è un argomento di opinione), ho cominciato a fissare il prezzo delle mie camere e dei servizi annessi, prendendo in considerazione tre fattori: il margine di guadagno possibile, i miei costi e, il prezzo che in termini di mercato poteva essere tollerato dai clienti.

E i suoi ospiti come hanno reagito? Vede, gli ospiti del mio Hotel a Jesolo Lido Villa Roberta sono sempre stati un caso speciale: ho sempre percepito che essi davano all’autenticità un alto valore. Non solo. Ma anche che attribuivano un alta attenzione per la cortesia e l’onestà. Tolleravano gli eventuali errori o dimenticanze . Non tendevano a essere complicati, volendo pagare unicamente per una buona qualità.

In questo modo ho sviluppato le mie migliori azioni nei confronti dei clienti. Per concludere, qual sono le quattro migliori azioni? 1) Trasparenza: nessun prezzo fittizio; alcuni prezzi speciali sono solo e chiaramente collegati ad una proposta commerciale. Il prezzo regolare della camera d’albergo e dei servizi annessi debbono essere equi; 2) Chiarezza: accurata, nessuna descrizione esagerata dei servizi; 3)Semplicità: prezzi espressi in Euro a cifra intera. Da dimenticare l’espediente dei “95 cents”; 4) Fiducia: Semplici contraccambi e scambi tra cliente e gestore.

Una vacanza, presso l’Hotel Jesolo Villa Roberta, per godere delle proprie ferie estive in un confortevole Hotel a 2 stelle a Jesolo ad un costo alla portata di tutti.

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